La Storia di Trappeto

Trappeto nasce nel XV secolo in quello che all’epoca era il demanio di Federico II di Aragona. Inizialmente era utilizzato come Riserva di Caccia ma si è pian piano trasformato in un territorio pieno di vigneti e agrumeti, dedito alla pesca. Vista la vicinanza al mare, questo piccolo paese è diventato terra di scambi riguardanti soprattutto zucchero e vino.
E’ proprio dallo zucchero, o meglio dal fatto che qui si coltivasse e si lavorasse zucchero, che deriva il nome di questo paese “Trappetum Cannamelarum”.

Nel 1480 fu aperto il primo opificio per l’estrazione e la raffinazione dello zucchero di Cannamela che ebbe tantissima fortuna soprattutto durante il XVI secolo. Il proprietario era Francesco Bologna, ricco possidente. Accanto all’opificio una torre fortificata in stile Arabo-Normanno che ricorda del periodo passato, delle battaglie tra i Cristiani e i Mori, delle invasioni dei Saraceni e del continuo bisogno di difesa della terra siciliana.

Agli inizi del 1600 Trappeto fu abbandonato dai suo abitanti che vi ritornarono solo sul finire del secolo. Le prime case del piccolo borgo furono costruite nelle vicinanze della Chiesa dell’Annunziata (1680). Per diverso tempo Trappeto è stato abitato da contadini e pescatori dediti alle loro attività e solo più tardi sono arrivati i turisti. Con l’arrivo dei turisti il paese si è arricchito di preziose aiuole, diverse case e murales. Nel 1820 con decreto di Re Ferdinando I di Borbone fu unificata al borgo “Sicciara” e solo nel 1954 ne ottenne l’indipendenza, Trappeto si costituì come comune e iniziò il cammino che oggi lo ha portato ad essere una dei centri turistici più interessanti della provincia palermitana.